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Totila
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mwbgBaduila, meglio noto con il nome di Totilacite-ref-1[1] (Treviso, 516? – Caprara di Gualdo Tadino, luglio 552), fu re degli Ostrogoti dal 541 al 552, durante la guerra greco-gotica. Riuscì a contendere per dieci anni il controllo della penisola italiana all'Impero bizantino.
Contents
• Note
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Biografia
Totila ("l'immortale" in mwdwlingua gotica) salì al trono dopo la morte di suo zio mweaIldibaldo e l'assassinio di mweqErarico, un re dell'etnia dei mwegRugi, che stava trattando la consegna dell'Italia a Giustiniano. Dopo le pesanti sconfitte subite contro il generale mwewBelisario e dopo la conseguente cattura di mwfaVitige nel mwfq540, gli mwfgOstrogoti riuscirono faticosamente a tenere in vita uno stato a nord del fiume mwfwPo, dove stabilirono la loro nuova capitale a mwgaPaviacite-ref-2[2]. Totila era in quel momento il comandante della truppe gote presso mwhqTreviso e fu probabilmente nominato re intorno ai 25 anni, alla fine del mwhg541, dopo pochi mesi di regno di Erarico.
Il suo obiettivo fu subito quello di sventare la politica dell'imperatore mwkgGiustiniano I, che mirava alla presa di possesso dell'Italia, nell'ottica del suo disegno di restaurazione dell'unità del vecchio mwkwImpero romano (mwlaRenovatio imperii).cite-ref-3[3] Totila ebbe inizialmente molto successo, approfittando del fatto che le truppe di Giustiniano I erano impegnate dal 540 in una guerra contro i mwmqSasanidi nell'mwmgImpero Romano d'Oriente. Conseguì notevoli successi sul campo di battaglia assediando e saccheggiando mwmwAlatri nel mwna543, reclutando contadini e servi per rafforzare l'esercito, e riuscì a conquistare la città di mwnqRoma per ben due volte (alla fine del mwng546 e all'inizio del mwnw550), pur non riuscendo a tenerla per molto tempo. Presa mwoaNapoli nel 543, si distinse per clemenza verso la popolazione, facendo distribuire viveri e dimostrando una generosità che mwoqProcopio di Cesarea non si sarebbe mai aspettato da un barbaro.
La prima volta che Totila pose sotto assedio Roma fu nel mwow544; il 17 dicembre mwpa546 i guardiani si accordarono con l'esercito ostrogoto e aprirono le porte della città, consentendone l'mwpqinvasione. Totila in quell'occasione accolse la supplica del diacono Pelagio, che lo pregò di risparmiare la popolazione e, inoltre, proibì all'esercito di mettere a morte Rusticiana, vedova di mwpgBoezio. S'impadronì del tesoro che il generale bizantino mwpwBessa aveva accumulato e, dopo aver minacciato di radere al suolo Roma mosso dall'ira per una sconfitta delle sue truppe in mwqaLucania e per il fallimento dell'ambasceria di pace che aveva mandato a Giustiniano, desistette grazie a una lettera di Belisario, il quale gli prospettò una fama di nefandezza presso i posteri qualora si fosse macchiato di un'azione del genere. Nella primavera del mwqq547 Belisario riuscì a liberare Roma e un secondo assedio di Totila nel maggio dello stesso anno non ebbe successo.
Nell'autunno del mwsw549 Totila pose sotto mwtaassedio Roma per la terza volta e riuscì a conquistarla grazie a un nuovo tradimento dei guardiani, che aprirono le porte al suo esercito. La città contò pochi sopravvissuti e il mwtqSenato si trasferì quasi completamente a mwtgBisanzio. Totila durante il saccheggio proibì di uccidere e insultare le donne.cite-ref-4[4] La seconda guerra gotica fu molto più sanguinosa della prima degli anni tra il mwuw535 e il mwva540. Dopo la seconda conquista di Roma, Totila avviò inoltre una campagna di propaganda, in cui mise a confronto lo stile di vita degli Ostrogoti ai tempi di mwvqTeodorico il Grande con gli anni della sofferenza, della guerra e della politica fiscale di Giustiniano I. Ebbe meno successo con la politica estera, in quanto non riuscì a stringere alleanza con i mwvgFranchi.
Nel mwwa551 Giustiniano I affidò il comando dell'esercito a un anziano eunuco di corte, mwwqNarsete, e lo mandò a occupare l'Italia; le sue truppe entrarono in Italia da nord attraverso i mwwgBalcani, evitando le linee difensive gotiche. Totila allora abbandonò Roma, portando con sé trecento giovani ostaggi scelti tra le famiglie più importanti della città.
Il 30 giugno o il 1º luglio del mwxa552 l'esercito gotico venne intercettato nei mwxqpressi del villaggio di Tagina (la moderna mwxgGualdo Tadino) da Narsete. Dopo che Totila si accorse di avere un'armata molto meno numerosa del nemico, comunicò di voler arrendersi, ma invece attaccò di sorpresa i Bizantini e conquistò una piccola collina. L'armata di Narsete si dispose ad "arco", con la fanteria formata dai mwxwLongobardi e dagli mwyaEruli nel centro e ai lati gli arcieri con alle spalle la cavalleria. Totila dispose i suoi arcieri di fronte con la cavalleria alle spalle. Inizialmente, un gruppo di disertori bizantini si unì agli Ostrogoti e iniziarono un combattimento corpo a corpo, ma furono sconfitti; a questo punto comparve Totila, che eseguì una danza di guerra o un esercizio equestre (le testimonianze sono vaghe su questo punto). Dopo che furono arrivati in rinforzo a Totila duemila cavalieri, tutta l'armata ostrogota pranzò; infatti il re voleva provocare un crollo di morale nell'esercito bizantino. Narsete era pronto a questo: mosse i suoi arcieri e fece attaccare la cavalleria sui lati dello schieramento avversario, provocando enormi perdite. Nel primo pomeriggio gli mwyqOstrogoti erano completamente disorganizzati e, quando Narsete ordinò un'avanzata generale, scapparono e si dispersero. Gli Ostrogoti subirono un totale di seimila vittime.
Lo stesso Totila, con pochi fedeli seguaci, fuggì verso mwaqCaprae (Caprara di Gualdo Tadino), ma fu ferito dalle frecce dei tiratori dell'esercito bizantino o, secondo altre fonti, fu colpito alla spalla da una lancia e morì; gli Ostrogoti si riunirono sotto l'ultimo re mwagTeia. Tuttavia, a causa della perdita della maggior parte della cavalleria che non poté più offrire una resistenza adeguata, il sogno degli Ostrogoti di un'affermazione in Italia ebbe fine, mentre il ricordo di Totila continuò a vivere come una figura eroica.
La tomba di Totila
Lo storico Camillo Ramelli (1804-1855) definì come attendibile l'identificazione della tomba di Totila rinvenuta nel febbraio del 1759 a mwbqMatelica, presso il mwbgPiano dei cavalieri, chiamato in origine mwbwPiano delle tombe o mwcadelle capre. Nella cripta, di chiara origine gota, fu ritrovato un cadavere tumulato secondo le usanze dei nobili goti, con un anello d'oro al dito, quattro corpi di soldati di guardia e una spada. Ramelli ritenne compatibile il luogo con la descrizione della battaglia fornita dal cronista mwcqProcopio di Cesarea. Questa interpretazione è stata però contestata da altri storici che riportano la descrizione della sepoltura fatta dallo stesso Procopio, secondo il quale essa fu modesta, in quanto i fedeli del re erano inseguiti dai Bizantini, tanto che il corpo venne poi ritrovato dagli inseguitori, che inviarono a Costantinopoli la corazza, il cappello impreziosito di gemme e i vestiti sporchi di sangue.cite-ref-5[5]
Note
cite-note-11. ↑ Sebbene Totila sia quello più usato dagli storici, è in realtà Baduila (o anche Badunila, Baduela) il nome più corretto essendo attestato nella monetazione dell'epoca. La questione dei due nomi non ha ancora trovato una spiegazione esauriente (qualcuno ha ipotizzato una ragione "fonetica").
cite-note-22. ↑ mwfwHerwig Wolfram, mwgaHistory of the Goths, p. 289. University of California Press, 1990.
cite-note-33. ↑ mwhamwhqM. Montanari, mwhgStoria medievale, Roma-Bari, mwhwEditori Laterza, 2009, p.mwia 31, mwiqISBNmwig 978-88-420-6540-1.
cite-note-44. ↑ C.Fleury, Storia Ecclesiastica,t.IV,p.189,Genova,1749.
cite-note-55. ↑ mwkgmwkwmwlaDov’è la tomba di Totila? di Balilla Beltrame, su mwlqfabrianoweb.it. mwlgURL consultato il 20 luglio 2014 mwlw(archiviato dall'mwmaurl originale il 3 novembre 2013).
Bibliografia
Fonti storiche
• mwngProcopio di Cesarea, mwnwLe guerre: persiana, vandalica, gotica, a cura di M. Craveri e F.M. Pontani, Torino, Einaudi, 1977.
Studi
• Thomas Hodgkin, mwpaLa battaglia degli Appennini fra Totila e Narsete (a.D. 552), (Trad. di C. Santi Catoni), in "Atti e mem. della R. Dep. di st. patria per le prov. di Romagna", 3. ser., vol. 2 (1883/1884), pp.mwpq 35–70.
• Thomas Hodgkin, mwpwItaly and her invaders, 3: Book 4: mwqaThe Ostrogothic invasion: 476-535, 2. ed., Clarendon press, Oxford 1896.
• mwqgHerwig Wolfram, mwqwDie Goten: von den Anfangen bis zur Mitte des sechsten Jahrhunderts Entwurf einer historischen Ethnographie, Beck, Munchen 1990'. Ed. it.: mwraStoria dei Goti, (Biblioteca storica; 2) Salerno ed., Roma 1985. ISBN 88-85026-70-2.
• Marisa Padoan - Franco Borella, mwrwBusta Gallorum: la battaglia tra Totila e Narsete del 552 d.C.: i cronisti, l'ambiente, la vicenda, 2 voll., Mestre-Venezia, 2002.
• citerefdbiOttorino Bertolini, BADUILA, re degli Ostrogoti, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 5, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1963. URL consultato il 21 gennaio 2015.
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Totila
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itTòtila, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiovanni Battista Picotti, TOTILA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
• citerefdizionario-di-storiaTotila, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itTòtila, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Totila, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefgoodreads(EN) Totila, su Goodreads.
• mwvqLe sepolture regie del regno italico (secoli VI-X) - Totila (541-552), su sepolture.storia.unipd.it (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2007).
• mwvwTotila durante la battaglia finale a Gualdo Tadino, su ilpalo.com. URL consultato il 3 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).